Letteratura

Di temi “caldi” in ortodonzia ce ne sono in abbondanza. Sicuramente il play è uno di questi. Il rapporto arco-slot, tra l’altro, non è un argomento fine a se stesso e di portata limitata, ma trascina con sé tutta una serie di argomentazioni, scientifiche e cliniche. C’è chi predilige una maggiore discrepanza tra dimensione del filo e dimensione dello slot per ottenere determinati vantaggi e chi, al contrario, ricerca una maggiore e – se possibile – totale coincidenza tra i due elementi. Entrambe le scelte hanno un loro razionale. Entrambe producono degli effetti in certe fasi del trattamento ed altri in altre fasi.
Questo articolo del 2019 di Cozzani e coll. affronta la questione sotto una luce interessante.

 

3-dimensional finite element analysis of the outcomes of Alexander, Gianelly, Roth and MBT bracket prescription

M. Cozzani, A. Azizi, A. Esclami, A. Darnahal, A. Pirhadirad, A. Jamilian

International Orthodontics Volume 17, Issue 1, March 2019, Pages 45-52

 

QUESITO

Utilizzare il metodo di analisi ad elementi finiti per confrontare l’efficacia di quattro diverse prescrizioni (Alexander, Gianelly, Roth ed MBT) sul controllo del torque del gruppo frontale superiore durante meccaniche di distalizzazione.

IL LAVORO

In un modello ad elementi finiti dell’arcata mascellare è stata simulata la chiusura dello spazio dei primi premolari in un caso estrattivo.

Sono stati quantificati i movimenti rilevati a livello del margine incisale e dell’apice radicolare, in seguito all’applicazione di forze di retrazione orizzontali di 100, 200, 300 e 400 grammi.
La maggiore o minore entità di spostamento in queste due zone del dente permette di delineare la tipologia di movimento, ovvero tipping incontrollato o movimento corporeo.

La meccanica distalizzante simulata dagli Autori è stata una meccanica a scorrimento. Ciò potrebbe rappresentare un limite dello studio, soprattuto in riferimento al sistema Alexander, che utilizza meccaniche afrizionanti con anse a goccia per la chiusura degli spazi estrattivi.

Nel sistema Alexander, lo slot .018”x.025” è stato combinato con un arco .017”x.025”. Nel sistema Gianelly, lo slot .018”x.025” è stato combinato con un arco .018”x.022”. Nei sistemi Roth ed MBT, lo slot .022”x.028” è stato combinato con un arco .019”x.025”.

RISULTATI

Lo studio mostra che la quantità complessiva di movimento incisale e apicale a carico di un incisivo centrale superiore è minore nei sistemi Alexander e Gianelly, in cui il play è minore, rispetto a Roth ed MBT. In particolare, lo spostamento del margine incisale e dell’apice radicolare è stato il più basso nel sistema Alexander per tutti e quattro i livelli di forza applicati, seguito dai sistemi Gianelly, Roth ed MBT.

CONCLUSIONI

L’analisi ad elementi finiti, ad oggi, è quanto di più adeguato ci sia per simulare in vitro la complessità del cavo orale. Numerosi fattori, infatti, entrano in gioco nel movimento dentario, sia biologici sia meccanici.
Questo studio mostra che ogni sistema di bracket ha un notevole impatto sui denti anteriori nel corso di meccaniche di chiusura di spazi estrattivi. E, in particolare, il play arco-slot e la frizione influenzano moltissimo il tipo di movimento dentario e la sua velocità.

Gli Autori hanno visto che in quei sistemi dove il play è maggiore (Roth ed MBT) è lecito attendersi un maggior movimento di tipping incontrollato, rispetto a sistemi in cui il play è minore (Gianelly e Alexander).

Sebbene siano necessari altri studi, sulla base dei dati raccolti gli Autori concludono che maggiore è il play, maggiore sarà la difficoltà di avere un efficace controllo del torque degli incisivi superiori. In tal senso, la prescrizione Alexander mostra il miglior controllo del movimento al livello del margine incisale e dell’apice radicolare, mentre con la prescrizione MBT si sono registrate oscillazioni maggiori.

Pertanto, pur con i limiti dello studio, la prescrizione Alexander sembra essere adeguata quando si pianifica un arretramento corporeo del gruppo frontale.