Buongiorno a tutti!
Ci ritroviamo tra le colonne del nostro aggiornatissimo blog con una nuova carrellata di suggerimenti letterari, come sempre mirati ad impreziosire il nostro bagaglio culturale ed a migliorare la nostra pratica clinica. Come anticipato nell’ “episodio” del mese scorso, oggi ci dedicheremo alla lettura di alcuni capitoli di un numero della rivista Seminars in Orthodontics, pubblicato nel giugno del 2001, interamente dedicato alla Alexander Discipline.
Iniziamo subito dal primo articolo, che descrive i ben noti 20 Principi:
The Principles of the Alexander Discipline
R.G. Alexander
Seminars in Orthodontics Volume 7, Issue 2,
Abbiamo ritenuto utile partire proprio da questo capitolo non solo perché rappresenta un necessario passaggio introduttivo agli altri due articoli selezionati, ma anche perché ne suggeriamo caldamente la lettura a coloro i quali si stanno avvicinando oppure hanno intenzione di avvicinarsi alla Alexander Discipline. I 20 Principi delineati da Wick Alexander forniscono all’ortodontista una sorta di vademecum evidence based che riguarda ogni ambito della professione ortodontica, dalla diagnosi ad ogni aspetto della clinica, fino alla contenzione ed alla gestione della collaborazione di pazienti e genitori, del team di lavoro e dello studio dentistico.
Il secondo articolo che suggeriamo riguarda la gestione ortodontica delle discrepanze verticali con la Alexander Discipline ed è stato scritto dal nostro Dott. Remo Benedetti, Fondatore dell’Alexander Discipline Study Club of Italy e past-president.
The orthodontic management of vertical deficiencies in the Alexander Discipline
Remo Benedetti
Seminars in Orthodontics Volume 7, Issue 2 85-89 Jun 2001
Il testo descrive l’efficacia della Disciplina Alexander nel trattamento delle discrepanze verticali, caratterizzate da deep bite e affollamenti anteriori. Dal punto di vista tecnico, il primo step consiste nello sviluppo dell’arcata mascellare, arrivando il prima possibile ad archi a pieno spessore solidarizzati con tie-back e modellati con curva di Spee. A questa fase, segue il bonding dell’arcata inferiore, dove si esprime appieno il potenziale della Alexander Discipline. Sin dai primi fili, infatti, la combinazione di un arco rettangolare elastico iniziale, del torque di -5° sugli incisivi inferiori e del tip di -6° sui primi molari inferiori, determina un immediato e naturale livellamento della Curva di Spee inferiore. Processo di livellamento che continua, in seguito, con gli archi in acciaio a pieno spessore, modellati con curve inverse e sempre solidarizzati con tie back.
Come descritto dal dott. Benedetti, questi tipi di trattamento si basano su una biomeccanica precisa, sull’uso mirato di elastici e, se necessario, sull’uso di una placca di svincolo con rialzo anteriore.
Nei casi più gravi o in pazienti adulti, il piano di trattamento deve considerare anche l’ipotesi di chirurgia ortognatica.
La contenzione prevede l’uso di una placca con piano di svincolo per l’arcata mascellare e retainer anteriore per l’arcata mandibolare.
I controlli a distanza dimostrano un’ottima stabilità a lungo termine.
Concludiamo con un terzo articolo, riguardante il trattamento delle malocclusioni di Classe III:
Treatment of Class III malocclusions in the Alexander discipline
Shinji Takagi e Yasuhiko Asai
Seminars in Orthodontics Volume 7, Issue 2 107-116 Jun 2001
Gli Autori sottolineano come solo una diagnosi precoce e precisa, che distingua tra vera Classe III e pseudo Classe III, possa fornire indicazioni sul momento ottimale per iniziare il trattamento e, di conseguenza, i migliori risultati possibili. La Alexander Discipline utilizza dispositivi come maschera facciale, elastici, lip-bumper ed espansori palatali per la gestione della componente ortopedica. Il trattamento è più efficace se eseguito precocemente, soprattutto nei casi di deficit mascellare. Al contrario, le classi III in pazienti a fine crescita possono richiedere trattamenti estrattivi o chirurgici. A tal proposito, gli Autori descrivono due casi clinici, grazie ai quali vengono analizzate le sequenze di trattamento, le forze impiegate ed i risultati cefalometrici.
Siamo giunti alla fine della nostra rassegna. E’ stato difficile fare una selezione di articoli da un numero di Seminars di cui consigliamo la lettura per intero.
Sperando che le nostre indicazioni possano essere utili alla vostra ortodonzia quotidiana, vi auguriamo una buona settimana.
Denis Bignotti & Davide Vaccaro

